BREVI NOTE BIOGRAFICHE SU SAN SILVESTRO I PAPA

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Reliquiario di S. Silvestro a Nonantola

Sono sette i corpi Santi che vengono conservati a Nonantola, e precisamente: Sant'Ansemo, San Silvestro I papa, Sant'Adriano III papa, i Santi martiri Senesio e Teopompo e le Sante Anseride e Fosca. Certamente il più conosciuto è San Silvestro Papa, se non altro perché è il Santo festeggiato l'ultimo giorno dell'anno, ma anche perché a lui è dedicata l'abbazia di Nonantola, ed è il coprotettore della Diocesi di Modena-Nonantola assieme al Santo modenese, Geminiano. San Silvestro I è il trentatresimo papa, ed il suo pontificato iniziò il 31 gennaio del 314 e terminò il 31 dicembre del 335, giorno della sua morte. Nonostante il suo pontificato sia durato quasi 22 anni, scarse e poco attendibili sono le notizie che si hanno sul Santo, gli storici sono concordi nel ritenerlo un papa di secondaria importanza, soverchiato dalla grandiosa personalità di Costantino, ma è sotto di lui che si compie una delle svolte più importanti per la storia della chiesa. Forse per questo nei secoli successivi si sono ideate diverse leggende per costruire quella storia che manca. Nato a Roma, da Rufino e Giulia, rimase orfano di padre in tenera età. La sua educazione venne affidata ad un sacerdote di nome Girino, sotto la cui guida, per i notevoli progressi conseguiti, meritò di essere iscritto fra i chierici di Roma. Percorse tutti i gradi della carriera ecclesiastica e venne ordinato sacerdote da San Marcellino. Poco dopo, alla morte di papa Milziade, fu giudicato degno di governare la chiesa, e venne eletto papa il 31 gennaio del 314. Scarse e discutibili sono le notizie che ci tramanda il Liber Pontifìcalis dove si apprende che dopo l'elezione a papa «fu in esilio sul monte Soratte, inquisito dalle persecuzioni di Costantino; ma dopo tornato in città con tutti gli onori, battezzò Costantino Augusto, avendolo il Signore guarito dalla lebbra per mezzo del battesimo. Si sa che prima fuggì la persecuzione di lui».

Molti storici sono perplessi a queste dichiarazioni, anche perché non è mai risultato che Costantino, anche in un primo momento, avesse perseguitato i Cristiani od ostacolato il loro culto, inoltre l'imperatore fu battezzato poco prima della sua morte nel 337, quando Silvestro era già morto, dal vescovo Eusebio di Nicomedia. Sempre nel Liber Pontificalis troviamo ampiamente enunciate le varie e grandi costruzioni volute da Costantino, come ad esempio le basiliche di San Pietro e di San Paolo. Alcuni storici identificano in Silvestro l'ispiratore di questa fervente attività edilizia dell'imperatore romano. Si racconta che anche la conversione di Elena, madre di Costantino, che all'inizio aveva aderito al giudaismo, sia opera di San Silvestro, avvenuta dopo una pubblica disputa sostenuta tra il pontefice e dodici scribi. Dopo la conversione, Elena consegnò parte della vera Croce di Cristo, ritrovata in Terrasanta, alla Basilica Sessoriana, oggi Santa Croce di Gerusalemme, che lei stessa aveva fatto costruire. L'Imperatore Costantino concesse notevoli privilegi al clero cristiano, tanto che durante il pontificato di Silvestro la chiesa godette ampi benefici materiali, ma d'altra parte fu travagliata da forti contrasti teologici. È da ricordare a questo proposito la questione donatista, dove i lapsi sostenevano l’inefficienza dei sacramenti se questi erano impartiti da sacerdoti non in grazia di Dio. Costantino intervenne nella disputa religiosa e promosse un Concilio che si tenne nell'aprile del 314 ad Arles. Papa Silvestro non partecipò al Concilio, ma rimase informato dell'andamento e delle decisioni dell'assemblea, che al termine dei lavori scomunicò il capo del movimento eretico, il vescovo Donato. Ma la controversia religiosa più importante che convolse il pontefice fu certamente quella ricordata come questione ariana. Il capo di questa nuova teologia fu un presbiterio di Alessandria d'Egitto, di nome Ario, che attaccò il concetto tradizionale della Trinità, accusandola di politeismo. La questione assunse dimensioni tali che per derimerla venne convocato un nuovo Concilio, a Nicea in Turchia, anche a questo papa Silvestro non partecipò, ma venne rappresentato da Osio, vescovo di Cordova. Il Concilio si svolse nel 325, ed è il primo che prese il nome di ecumenico, e condannò definitivamente l’arianesimo, confermando il dogma della trinità.

Particolare importanza storica ha papa Silvestro per il famoso documento, risultato poi falso, che per più di mille anni costituì il fondamento giuridico dei territori che la Chiesa vantava il possedere per averli ricevuti da Costantino. Ci riferiamo alla cosidetta "Donazione di Constantino", che porta la data del 313, anno della prodigiosa guarizione dell’Imperatore e della sua conseguente conversione al cristianesimo. Gli storici non sono concordi nel determinare precisamente la data del clamoroso falso, anche se i più lo collocano come nascita nel periodo fra l'avvento di Pipino e Carlo il Calvo (750-850). Anche se risulta difficile datare la nascita del documento apocrifo, è più facile giustificarne la compilazione, come necessità di avere un "prova" giuridica per la formazione del potere temporale della chiesa, che esisteva già di fatto dal tempo di papa Gregorio Magno. La dimostrazione che il documento non era altro che un falso fu data da Nicola Cusano, e soprattutto dall'umanista Lorenzo Valla, che lo confutò nel 1440, in una sua opera che venne però pubblicata solamente nel 1517: De falso eredita et emendita Costantini donatione declamatio. San Silvestro Papa è anche ricordato perché dedicò un giorno alla settimana alle opere di culto, che divenne la Domenica, cioè giorno del Signore. Papa Silvestro I morì il 31 dicembre del 335, dopo 21 anni ed 11 mesi di pontificato, è il primo papa divenuto Santo che non fu martirizzato. Venne sepolto nel cimitero di Priscilla sulla Salaria, tra una grande folla piangente, così come vuole la tradizione. Le sue reliquie vennero poi traslate nella chiesa di San Silvestro in Capite, e parte, portate a Nonantola da Sant'Anselmo nel 756. Dopo la sua morte la Sede Pontificia rimase vacante solamente 18 giorni, il Calendario universale della Chiesa lo ricorda il 31 dicembre, giorno della morte.

(Testo di Giorgio Malaguti tratto da: S. Silvestro I papa, a cura del Centro studi nonantolani 1991 )

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